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I diritti dei morti, se la musica uccide sé stessa

Il quesito è semplice, e sta al confine fra morale, diritti commerciali e integrità artistica: è giusto continuare a sfornare ininterrottamente â€' a venti, trenta o quarant'anni dalla morte di un artista â€' improbabili inediti, bootleg inascoltabili e registrazioni private solo per continuare instancabilmente a fare cassetta'
Dall'altra, le spaventose dichiarazioni della sorellastra di , che senza alcun timore ha affermato di poter disporre di materiali inediti per almeno altri dieci anni di pubblicazioni ().
Forse il più spregevole è quello del povero , che in vita ha dato alle stampe un solo, strepitoso lavoro di inediti (Grace) ma che a oggi conta a suo nome qualcosa come una decina di dischi.
E ancora: anche legalmente parlando, quale legittimazione si ha di apporre il nome di un artista su un prodotto discografico laddove il medesimo (visto che è trapassato da tempo) non ha avuto voce in capitolo sul progetto complessivo, sulla struttura, su tutta la produzione del lavoro'

Fonte: http://musica.excite.it/news/17269/I-diritti-dei-morti-se-la-musica-uccide-se-stessa

March 25, 2009 - Posted by bribregi | Uncategorized | | No Comments Yet

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